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L’enzima lattasi e la sensibilità al lattosio - Qual è la connessione?

La causa della sensibilità al lattosio è la mancanza dell’enzima lattasi.
Eva MacPherson Eva MacPherson
Naturopata e nutrizionista
Temi: Una sana alimentazione

I sintomi della sensibilità al lattosio - che sono dovuti alla carenza dell’enzima lattasi - sono spiacevoli, ma altrettanto facili da prevenire. Sebbene si tratti di una condizione incurabile, la sensibilità al lattosio acquisita o secondaria può essere eliminata.

La sensibilità al lattosio (l’intolleranza) si sviluppa quando l'organismo è in uno stato di carenza dell'enzima lattasi che è il responsabile della decomposizione del lattosio (zucchero del latte) nel corpo. Il lattosio portato nel corpo attraverso gli alimenti che lo contengono non può essere digerito e nel colon avviene una reazione tra il lattosio e i batteri della flora intestinale causando disturbi gastrointestinali. È molto importante sapere che la sensibilità al lattosio non è uguale all'allergia al latte, che è una condizione molto più grave. In questo caso, il corpo produce anticorpi contro le proteine del latte, provocando irritazione alla gola, dermatiti, eruzioni cutanee, eczemi, sintomi asmatici e disturbi caratteristici della sensibilità al lattosio, che sono:
• diarrea,
• vomito,
• dolore addominale,
• gonfiore,
• eccessiva formazione di gas.

I suddetti sintomi si sviluppano entro mezz'ora dal consumo di latte o prodotti a base di latte. Se l'assunzione degli alimenti che provocano l'intolleranza viene sospesa, i sintomi non si verificano più.

Qual è il motivo della carenza dell’enzima lattasi?

Fondamentalmente ci sono tre motivi per cui la carenza dell’enzima lattasi può manifestarsi. Il primo e fortunatamente il molto meno comune, è la sensibilità al lattosio congenita. In questo caso, l'enzima lattasi non viene prodotto nell'intestino tenue del neonato, e chiaramente si tratta di un disturbo genetico. È una buona notizia, tuttavia, che è possibile prepararsi a questo evento, dato che l'ereditarietà si verifica solo se entrambi i genitori sono sensibili al lattosio dalla nascita. Si tratta di sensibilità al lattosio primaria se la produzione dell'enzima lattasi viene significativamente ridotta dopo il periodo di svezzamento, che è la causa principale della suscettibilità al lattosio negli adulti. L'intolleranza al lattosio secondaria, cioè la carenza di lattasi (o insufficiente produzione), può essere causata da alcune malattie, farmaci (soprattutto antibiotici) o lesioni. L’intolleranza al lattosio accompagna frequentemente la malattia di Crohn e la celiachia. La causa del deficit di lattasi può essere anche un'infiammazione cronica intestinale, o la proliferazione di alcuni batteri nocivi nella flora intestinale.

Non bisogna fidarsi nell'autodiagnosi

Non c'è dubbio, se i sintomi sopra elencati appaiono dopo aver bevuto latte o mangiato prodotti caseari, abbiamo ragione a sospettare la mancanza dell’enzima lattasi. Allo stesso tempo, è importante sapere che anche altri disturbi e malattie possono causare sintomi simili. Pertanto, per motivi di sicurezza, consultare un esperto che, con semplici test, è in grado di stabilire se si tratta davvero di sensibilità al lattosio.

Qual è la soluzione?

Per la sensibilità primaria al lattosio possiamo assumere medicinali contenenti l’enzima lattasi, e a seconda del grado di intolleranza, possiamo prevenire i sintomi modificando le nostre abitudini alimentari. Quest'ultima in realtà è una sperimentazione: bisogna osservare quale cibo e in quale quantità scatena i sintomi. In generale coloro che sono sensibili al lattosio tollerano bene le piccole quantità di latte (prodotti caseari) e, anche lo yogurt naturale può essere tranquillamente consumato. Bisogna essere consapevoli del fatto che escludendo i latticini, il calcio, potassio e ferro devono essere integrati. La sensibilità al lattosio secondaria può essere sanata curando la malattia che la provoca.

I probiotici possono aiutare

Tra i batteri probiotici della flora intestinale ci sono ceppi (come Lactobacillus acidophilus) che producono o emettono l’enzima lattasi. Pertanto, in caso di sensibilità al lattosio vale la pena di provare ad assumere simbiotici (contengono sia prebiotici che probiotici) o consumare gli yogurt probiotici. I probiotici aiutano anche a ripristinare la salute della mucosa intestinale. Questo è importante perché la mucosa intestinale danneggiata può causare l’intolleranza secondaria.

Fonti:

https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/PMC3401057/

https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/PMC5031164/

https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/11157352

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