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Cosa c’è da sapere sul cancro del collo dell’utero? Usiamo la prevenzione

La diagnosi precoce è resa più difficile dal fatto che i sintomi del cancro del collo dell’utero sono facilmente confondibili con quelli di altre malattie.
La diagnosi precoce è resa più difficile dal fatto che i sintomi del cancro del collo dell’utero sono facilmente confondibili con quelli di altre malattie.
Suren Ponti Suren Ponti
Giornalista, consulente sanitaria
Temi: Stile di vita

La terapia del cancro del collo dell’utero dipende dallo stadio di sviluppo del tumore.Il cancro del collo dell’utero è una forma di tumore molto pericoloso ed aggressivo, ma se viene diagnosticato in tempo può essere curato con buone probabilità di successo. Per questo è di importanza vitale riconoscerne i primi sintomi, e puntare tutto sulla prevenzione. Per il trattamento ci possono venire in aiuto anche i funghi officinali.

Il cancro del collo dell’utero è una della cause maggiori di mortalità nelle donne tra i 35 e i 55 anni di età, nonostante la prevenzione, la diagnosi precoce e parallelamente il trattamento terapeutico tempestivo possano ridurne significativamente la mortalità. Anche perchè il cancro del collo dell’utero è uno di quei rari tumori di cui conosciamo la causa scatenante.

Si tratta del virus HPV,  Humán papilloma, di cui la scienza medica ha già scoperto quasi cento genotipi, fra i quali quaranta sono in stratta relazione allo svilippo del cancro del collo dell’utero.

Cosa possiamo fare conro l’HPV?

Abbiamo una brutta notizia, ovvero che è molto difficile evitare l’HPV. La vita sessuale regolare, la promiscuità sessuale e  il frequente cambio di partner, ma soprattutto la mancata protezione attraverso l’uso di condom, aumentano in maniera esponenziale il rischio di infezione. Basta una sola occasione non protetta e il virus è già passato da un organismo ad un altro. Non dobbiamo neppure dimenticare  che il virus non provoca necessariamente il cancro del collo dell’utero, se infatti il sistema immunitario è forte la malattia non si sviluppa.

Vediamo oltre al virus HPV quali sono le altre cause del cancro del collo dell’utero, e quali sono le circostanze, gli stati di salute e le malattie che possono aumentarne il rischio:

-Vita sessuale precoce (prima dei 16 anni).
-Sviluppo precoce nelle mabine con ciclo mestruale.
-Menopausa ritardata.
-Infezioni frequenti di Herpex simplex o Chlamydia.
-Presenza di policisti.
-Igiene intima trascurata o al contrario esagerata.
- Fumo.
-Obesità.
-Assunzione di anticoncezionale per via orale protratta per più di cinque anni.
-Debolezza immunitaria-

Quali sono i sintomi più frequenti del cancro del collo dell’utero?

La diagnosi precoce è resa più complessa dal fatto che i sintomi del cancro del collo dell’utero sono facilmente confondibili con quelli di altre malattie. Proprio per questo, nel caso del più piccolo dubbio rivolgiamoci immediatamente al ginecologo. Può esserci ad esempio un sanguinamento a metà ciclo, vari tipi di perdite, un forte dolore al pube, oppure rapporti sessuali accompagnati da irritazione o sanguinamento.

Può essere considerato una segnale premonitore anche la perdita durante le mestruazioni di sangue coagulato, molto denso, di consistenza gelatinosa.

Tra i sintomi generali da non trascurare ricordiamo la stanchezza cronica, i disturbi del sonno, l’inappetenza e la perdita di peso. Anche il gonfiore alle gambe può essere sintomo di cancro del collo dell’utero.

Gli stadi del cancro del collo dell’utero

Secondo l’Associazione Internazionale di Ginecologia e Ostetricia (FIGO) si possono distinguere cinque fasi di sviluppo del cancro del collo dell’utero.

Fase 0: in questo stadio la presenza di cellule tumorali viene rilevata solo sulla superficie dell’utero, il tumore non si è diffuso ad altre cellule (carcinoma in situ). Se però non si agisce con la terapia adeguata, queste cellule possono moltiplicarsi e penetrare in profondità dei tessuti.

Fase 1: tumore più piccolo di 2 cm, ancora allo stadio precoce, limitato al collo dell’utero. Questi tumori possono essere di varia misura, talvolta sono osservabili solo al microscopio.

Fase 2: il tumore comincia a diffondersi oltre al collo dell’utero, soprattutto sulla parte superiore della vagina e in direzione del pube, la grandezza supera i 2 cm. Spesso è proprio questa crescita a provocare un dolore continuo.

Fase 3: il tumore si diffonde sempre di più nella parte bassa della vagina. In molti casi colpisce anche le vie urinarie, e può influire negativamente sul funzionamento dei reni.

Fase 4: il tumore è ormai estremamente sviluppato e invasivo. Arriva fino al retto e alla vescica, spesso colpisce anche altri organi, si formano le metastasi.

In assenza di trattamento terapeutico la mortalità di questo tumore arriva quasi al 100 percento. La terapia viene scelta in base allo stadio del tumore: agli stadi più avanzati l’intervento chirurgico spesso non può essere eseguito perchè il tumore ha già colpito troppi organi. In questi casi si ricorre all’impiego di radioterapia e chemioterapia, mentre negli stadi precoci l’intervento chirurgico rappresenta spesso la soluzione definitiva.

Come prevenirlo?

Esiste una soluzione perfetta, almeno per il cancro del collo dell’utero causato dal virus HPV, ovvero l’astensione dai rapporti sessuali. Ovviamente questo non è possibile, ma sarebbe opportuno ai fini della prevenzione usare delle precauzioni come il condom ed avere rapporti sessuali solo con partner sicuri.

Oggi esiste un vaccino contro l’HPV, efficace soprattutto contro il virus Humán papilloma di tipo 16 e 18. La brutta notizia è che questo vaccino non è efficace negli adulti, per questo conviene vaccinare le bambine prima dell’inizio della loro vita sessuale. Il test di screening PAP test è uno strumento molto efficace nel riconoscere lo stadio precoce della malattia, ed è il ginecologo di fiducia ad indicarne la   frequenza.

Rafforzare il sistema immunitario contro il cancro del collo dell’utero

Secondo le statistiche il 75-80% delle donne viene colpita nel corso della vita da infezione HPV, ma in quelle con un sistema immunitario forte la malattia non si sviluppa. Per questo, al fine di prevenire la formazione del cancro del collo dell’utero, dobbiamo puntare tutto sulle difese immunitarie. In questo ci possono venire in aiuto i funghi officinali dal forte effetto antiossidante e i probiotici (batteri probiotici), che andando a ripristinare l’equilibrio della flora intestinale, sostengono il meccanismo di difesa del nostro corpo. Accanto ai probiotici assumiamo regolarmente anche prebiotici, che non sono nient’altro che fibre di cui si nutrono i probiotici, senza le quali non possono moltiplicarsi.

Shiitake e AHCC

Esiste una sostanza chimica ricavata dal fungo shiitake chiamata AHCC (Active Hexose Correlated Compound), con l’aiuto della quale il sistema immunitario è capace di sconfiggere il virus. L’AHCC viene usato non solo per distruggere il virus, ma anche come trattamento ausiliario del cancro al collo dell’utero, e per la prevenzione. Questo è stato confermato dalla ricerca dell’Università del Texas, durante la quale dieci donne colpite da infezione HPV hanno assunto tre volte al giorno per sei mesi 3 grammi di AHCC. Dopo sei mesi dall’inizio della terapia l’infezione era sparita nella metà delle donne.

Fonti:
https://www.medscape.com/viewarticle/834183

https://www.researchgate.net/publication/273800272_FIGO-staging_of_cervical_cancer_Can%27t_it_be_communicated_in_a_better_way

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