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Calcoli renali: eviti i numerosi alimenti elaborati

I calcoli renali possono formarsi per l’alimentazione errata
Eva MacPherson Eva MacPherson
Naturopata e nutrizionista
Temi: Stile di vita

Ha mai avuto i calcoli renali? È già rimasto paralizzato dal dolore, e dallo stesso tempo dal terrore? Sa la risposta è si, siamo sicuri di non dover spiegare, che un piccolo calcolo quali dolori infernali può infliggere. Purtroppo i calcoli renali, e gli spasmi renali che lo accompagnano sono sempre più frequenti tra la popolazione, e molti non ci prestano attenzione alla cosa dicendo: „forse ho una predisposizione genetica”. Invece nella formazione di questi cristalli fastidiosi la genetica influisce solo in una minima parte, sono molto più determinanti le nostre abitudini alimentare, e quello che beviamo.

Ce li creiamo noi stessi

Nella maggior parte dei casi i responsabili della formazione dei calcoli renali siamo noi stessi, dato che trascuriamo l’apporto dei liquidi necessari, che nel caso di una persona adulta di corporatura media, corrisponde quotidianamente a 2 litri d’acqua. Naturalmente non intendiamo le bevande aromatizzate o tanto meno bibite gassate, ma l’acqua pura, possibilmente filtrata, che diluisce l’urina, e ostacola la cristallizzazione dei materiali solubili in essa contenuti (acido urico, calcio, fosfato, nonché dei sali estratti dai liquidi), dei quali le dimensioni tendono a crescere, formando calcoli renali più o meno grandi. Con il nostro stile di vita insano buttiamo solo olio sul fuoco: l’apporto eccessivo di sale, il consumo di zuccheri di barbabietola o di canna, gli alimenti pompati con additivi artificiali e le bibite gassate non solo sovraccaricano l’urina con delle tossine da eliminare, ma acidificano in modo notevole l’organismo. In seguito a ciò – dato che il corpo tende a bilanciare i funzionamenti – liberano dalle ossa numerosi minerali, che caricano ulteriormente l’urina. Accresce il rischio della formazione dei calcoli renali il consumo di alcool, nonché le bevande contenenti caffeina e teina.

O si espellano, oppure no

I calcoli renali formatosi, nei casi più fortunati hanno una dimensione minuscola, così possono attraversare con relativa facilità il sistema renale e l’uretra, dove si espellono con l’urina.  Nel caso di calcoli renali più grossi capita spesso, che rimangono bloccati nell’uretere, che comporta un dolore spasmodico intenso, quasi insopportabile, che colpisce le persone soprattutto di notte e nelle prime ore dell’alba, creando non poco spavento. Gli spasmi sempre più intensi quasi quasi prendono il potere sul nostro corpo, possiamo riscontrare dolori nel basso addome, fino alle cosce. Può essere accompagnato da palpitazioni, nausea, vomito, brividi, sudorazione, pallore, febbre, e dalle miniazioni incomplete o del tutto assente.  In molti casi l’urina può essere sanguinosa, la miniazione è pungente e da bruciore.  

Al posto del finto: quello naturale

Nel campo della prevenzione, ci sono due possibilità: viviamo in modo consapevole, e consumiamo meno alimenti elaborati e saturi di additivi.  Dobbiamo essere al corrente del fatto, che oggigiorno un prodotto è facilmente commerciabile, se ha un profumo invitante, e il suo sapore si abbina al suo aspetto.  È per questo che alla maggior parte degli alimenti confezionati vengono aggiunti degli aromi, agglomeranti, esaltatori di sapore e di profumi, ma questi non possono causare solo dei calcoli renali, ma anche delle gravi reazioni allergiche, malattie dell’apparato digerente, inoltre ci riempiono di tossine.  

Aiutiamo il lavoro dei nostri reni con delle tisane diuretiche e depuranti, come potrebbe essere l’ortica, il tarassaco, la menta, che oltre al suo effetto depurante è anche antispasmodico, ma prima di tutto beviamo giornalmente 2-3 litri di acqua pulita.

Tentare non nuoce

Se il problema ormai è sorto, può aiutare contro gli spasmi dovuti alla presenza di calcoli renali, se entro poco tempo beviamo una quantità elevata d’acqua, circa 1 litro, che può lavare via i calcoli renali inferiori a 4 millimetri.  

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