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A chi è consigliato lo screening per il cancro al colon?

Lo screening per il cancro al colon può salvare la vita
Suren Ponti Suren Ponti
Giornalista, consulente sanitaria
Temi: Pulizia del colon

Dovremmo prendere sul serio lo screening dei tumori, perchè è l’unica metodica efficace per ridurre la mortalità dei tumori ed arrivare ad una completa guarigione. Lo screening per il cancro al colon è particolarmente efficace nel riconoscere la malattia  nella sua fase precoce e per un trattamento di successo.

 

Le probabilità di guarigione del cancro al colon, se scoperto in tempo, sono molto buone, ma è indispensabile sottoporsi allo screening per il cancro al colon. L’esame di laboratorio delle feci è idoneo solo per evidenziare la presenza di sangue occulto nelle feci, ma il sangue può essere cuasato anche da altri motivi. D’altro canto, un risultato negativo non è sempre certo, poichè il cancro al colon non ha sempre come sintomo il sangue.

 

Quando sottoporsi allo screening?

Il cancro al colon colpisce soprattutto le persone di mezza età, per questo è particolarmente consigliato sottoporsi allo screening sopra i 50 anni di età, ma anche a coloro nella cui famiglia già ci sono stati dei casi di cancro al colon. Poichè si tratta di una forma di cancro molto aggressiva, se si diffonde nella cavità pelvica o in altri organi, la sopravvivenza è di solo pochi mesi. E’ per questo molto importante che coloro che hanno ottenuto un risultato negativo dell’esame delle feci si sottopongano anche allo screening del cancro al colon.

 

Come avviene lo screening per il cancro al colon?

Il metodo più idoneo per lo screening del cancro al colon è la colonoscopia, poichè con essa si possono scoprire anche le prime alterazioni dei tessuti, anzi durante questo esame è possibile operare per eliminare eventuali polipi senza alcun dolore. Per poter escludere la diagnosi di cancro al colon talvolta è indispensabile una biposia, ma in alcuni casi la malattia viene diagnosticata con metodi come CT o MRI.

 

Come si svolge l’esame?

Molti affrontano con paura e timore la colonoscopia. Oggi però questo esame viene effettuato con una leggera sedazione o in anestesia totale, e nel caso in cui si scelga di rimanere svegli può causare del dolore provocato dall’aria che viene soffiata all’interno del colon, oppure durante il passaggio del tubo all’interno delle anse più curve del colon. Non richiede ricovero ospedaliero, ma nei 3-4 giorni precedenti all’esame si deve seguire uno speciale regime dietetico e assumere una notevole quantità di liquidi per ripulire a fondo l’intestino. La sera prima della colonoscopia si deve prendere un lassativo ed in certi casi ricorrere anche ad un clisma. Dopodichè viene introdotto nell’ano un tubo lungo circa 1,5 metri molto sottile, con all’estremità una luce e una videocamera. Successivamente nell’intestino viene introdotta dell’aria  per dilatare le pareti intestinali e rendere più visibili  eventuali polipi nascosti, tumori e infiammazioni.

Se durante l’esame il medico rileva la presenza di polipi maligni con lo stesso strumento può anche procedere alla loro eliminazione. Durante la colonoscopia si possono prelevare anche campioni di tessuto per sottoporli ad una biopsia, che può fornire maggiori informazioni sulla presenza di eventuali anomalie o alterazioni.

 

Un’alternativa della colonoscopia è rappresentata dal clisma opaco a doppio contrasto, chiamato anche irrigoscopia, che pur dando la visione indiretta del colon permette soltanto di osservare il colon senza poter intervenire sulle formazioni sospette.

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