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L’importanza dei prebiotici: proteggono efficacemente la nostra salute

I batteri utili, possiamo supportare la proliferazione dei probiotici con l’integrazione dei prebiotici
Suren Ponti Suren Ponti
Giornalista, consulente sanitaria
Temi: Probiotici

Dovremmo sottolineare l’importanza dei prebiotici più e più volte. Se nell’organismo questi sono carenti, neppure i batteri probiotici benefici che costituiscono la flora intestinale sana saranno capaci di moltiplicarsi, e questo può portare a moltissime malattie.

I prebiotici sono fibre alimentari che però l’organismo umano non è in grado di digerire, ma lo stesso sono di fondamentale importanza per la nostra salute.

Nel corso della vita la composizione della flora intestinale cambia in maniera decisiva. Molti studi hanno dimostrato che l’alimentazione e l’età sono i fattori predominanti che influiscono sulla composizione della flora intestinale. Se ad esempio l’alimentazione permane a lungo povera di fibra, con l’avanzare dell’età andrà a diminuire il numero dei bifidobatteri, mentre crescerà quello dei batteri che agiscono negativamente sulla nostra salute, come gli enterococchi e gli enterobatteri. Questo può portare all’accumulo di sostanze dannose e tossiche, al cancro, ma anche a disfunzioni del fegato.

I prebiotici rappresentano la soluzione

Possiamo stimolare la crescita dei batteri utili,  ovvero dei probiotici, con l’aiuto dei prebiotici. Questi costituiscono la parte indigeribile degli alimenti che agisce favorevolmente sull’organismo e che aiuta in maniera selettiva a far crescere nel colon il numero dei bifidobatteri e dei lattobacilli. L’indigeribilità dei prebiotici è una caratteristica che li accomuna alle fibre che si trovano negli alimenti, ma il loro ruolo biologico è diverso. Così ad esempio alcuni prebiotici favoriscono selettivamente la crescita dei batteri benefici, e allo stesso tempo combattono i batteri patogeni che vivono nella microflora, poichè questi ultimi non utilizzano i prebiotici per moltiplicarsi.

Dove trovare i prebiotici naturali?

La maggior parte dei prebiotici oggi utilizzabili si trova negli alimenti di origine vegetale. Uno dei prebiotici più efficaci è l’inulina. Sono fonti ricche di inulina il fungo shiitake, la radice di cicoria, dalla quale si produce anche un surrogato del caffè, e i carciofi. Ma contengono prebiotici anche gli asparagi, i legumi, i carciofi, l’avena, la farina di farro, la cipolla, l’aglio, le banane, i semi, le noci, il dente di leone, la cicoria e la patata americana. Benchè il latte non contenga fibre vegetali, il lattosio in esso contenuto ha caratteristiche prebiotiche.

Abbiamo a disposizione una vasta gamma di prodotti prebiotici, ma vale la pena scegliere quelli di alta qualità ed informarci bene quali sono i migliori probiotici e prebiotici.

In cos’altro aiutano ancora?

I prebiotici hanno la capacità di abbassare il livello del colesterolo LDL e dei trigliceridi, in questo modo i prebiotici giocano un ruolo sinificativo nella prevenzione delle malattie cardio-circolatorie e nel loro trattamento. Poichè ostacolano la crescita dei batteri patogeni e migliorano la peristalsi intestinale, favoriscono anche l’eliminazione delle tossine e delle scorie accumulate nell’organismo.

Poiché ostacolano la crescita dei batteri patogeni e migliorano la peristalsi intestinale, favoriscono anche l’eliminazione delle tossine e delle scorie accumulate nell’organismo. I prebiotici grazie ai probiotici partecipano anche nella produzione delle vitamine B7, B12 e della vitamina K.

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