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Dente di leone: libera dalle tossine, ma protegge anche il fegato

Dente di leone: disintossicante, protegge il fegato, depura l’intestino
Eva MacPherson Eva MacPherson
Naturopata e nutrizionista
Temi: Erbe officinali

Quasi tutti conoscono il dente di leone che brilla con il suo giallo acceso suoi prati, invece non tutti sanno, che quest’erba medica che abbonda di fibre, ha altri numerosi effetti benefici.  Considerando che è reperibile anche in forma essiccata, è a nostra disposizione tutto l’anno.

 

Il dente di leone (Taraxacum officinale) o dente di cane contiene in abbondanza vitamine A, B, C, e vitamina D, inoltre è un’ottima fonte di calcio. Il esso è reperibile l’inulina, che è un prebiotico che funge da alimento ai batteri intestinali probiotici, inoltre delle sostanze amare e dei Sali minerali, che sono responsabili della caratteristica del dente di leone, di stimolare l’appetito. Tramite i suoi triperteni ha un effetto antinfiammatorio, anzi, lievemente antibiotico. Secondo quanto pubblicato sulla rivista specializzata Journal of Oncology l’estratto acquoso delle sue foglie ostacola la crescita del tumore del seno, e la diffusione del tumore alla prostata. I suoi componenti supportano il sistema linfatico, ed il sistema immunitario, i suoi principi attivi aumentano l’efficacia dei fagociti.

Disintossica

La radice del dente di leone è un ottimo disintossicante, con il suo aiuto le tossine si eliminano con le feci dall’organismo in maggiore quantità. Il consumo del dente di leone stimola il funzionamento delle ghiandole che partecipano alla digestione, nonché regola la muscolatura dell’apparato digerente, le sue fibre rendono più facile e completa l’evacuazione, è leggermente lassativo. Le sue fibre aumentano la pulizia intestinale, liberano il sistema intestinale dalle tossine e dalle scorie nocive depositate, con la regolarizzazione della peristalsi intestine eliminano la stitichezza e la diarrea, partecipano alla prevenzione del tumore al colon.

Supporta il fegato

Considerando che il dente di leone ha degli eccezionali effetti antinfiammatori, è utilizzabile con successo anche in caso di disturbi epatici, epatite, itterizia, cirrosi epatica, e calcoli biliari. Aumenta le funzioni epatiche, favorisce il flusso della bile, e con ciò migliora la digestione, riduci il rischio della formazione di disturbi all’apparato digerente. Con il fatto che il dente di leone regolarizza la produzione della bile, inoltre elimina quella in eccesso, e che protegge il fegato, aiuta ad eliminare l’itterizia. Dato che ripulisce il sistema intestinale, e ripristina la digestione, contribuisce anche al successo delle cure dimagranti. Il suo consumo calma il sistema intestinale infiammata ed irritata, allevia i sintomi del reflusso, e della sindrome del colon irritabile, protegge la mucosa dell’apparato digerente.

Possiamo anche mangiarlo

Sono utilizzabili quasi tutte le parti del dente di leone. I suoi boccioli messi sott’olio sono utilizzati per curare le infiammazioni, le sue radici, gambi, e foglie essiccati sono usati per fare degli infusi, la sua linfa dall’effetto disinfettante, utilizzata esternamente, velocizza la guarigione delle infiammazioni epidermiche dovuti ai batteri o a funghi. Anche i fiori della pianta vengono sfruttati, sono ottimi come marmellata, mentre le sue foglie fresche vengono messe nelle insalate.

 

Fonte:

https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/20673058

 

 

 

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