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Dieta flexitariana: è il segreto del corpo snello e della salute?

Beatrix Acs Beatrix Acs
Consulente Stile di vita
Temi: Cibo buono-Vita buona

Il regime alimentare a base di vegetali è sempre più popolare, ne fa parte anche la dieta flexitariana, che non obbliga non restringe nessuno tra rigidi vincoli. Dal nostro articolo può apprendere quali sono i suoi vantaggi, e che cosa significa esattamente.

 

La dieta flexitariana è l’incrocio delle parole flexible, cioè flessibile, e vegetariano, si avvicina alla dieta vegetariana, ma non esige l’alimentazione esente dalla carne. I suoi seguaci possono scegliere tra cinque gruppi di alimenti, devono cercare di assumere la maggior parte delle proteine con il consumo di alimenti a base vegetale. Secondo i suoi sostenitori in realtà non si tratta di una vera dieta, ma piuttosto di un cambiamento del regime alimentare, che non comporta solo il dimagrimento, ma riduce il rischio della formazione di numerose malattie. È permesso l’apporto di 300 calorie per colazione, 150-150 per la merenda e lo spuntino, 500 per il pranzo, mentre per cena 400, cioè la meta è di mantenere 1500 calorie al giorno. Anche se ci sono delle ricerche che hanno dimostrato, che la dieta flexitariana, abbinata ad uno stile di vita sano, riduce il rischio del tumore al seno e del tumore alla prostata, nonché del tumore al colon, secondo noi invece la sottrazione delle calorie a lungo andare non è salutare.

Vegetariano, ma non lo è

Quelli che votano per la dieta flexitariana devono riscattare per la maggior parte della settimana, secondo le possibilità, la carne animale con i così detti “nuove carni”, che fanno parte del primo gruppo, almeno ciò che sostiene Dawn Jackson Blatner, l’ideatore della dieta. È esplicitamente consigliato il tofu, le uova, le lenticchie, i fagioli, le fibre sciolte ed idrosolubili di quest’ultimi aiutano a ridurre il livello del colesterolo. Fanno inoltre parte del regime alimentare le noci e i semi, per esempio i semi di lino, i pinoli, i semi di sesamo, i semi di girasole, i superalimenti, come i semi di chia e i semi di canapa, che contribuiscono al mantenimento del livello del colesterolo sano e garantiscono gli acidi grassi essenziali. Fanno parte del secondo gruppo le verdure e i frutti, del terzo i cereali integrali, del quarto i latticini, mentre del quinto i carboidrati. È permesso il consumo occasionale delle carni, comunque conviene scegliere tra le carni di qualità, come il pollo, il tacchino, o il manzo, e bisogna evitare la pancetta, la salsiccia, i salami, il prosciutto e i patè, dato che abbondano di grassi saturi, di additivi alimentari, sale, ma garantiscono pochissimo per quanto riguarda le vitamine e i minerali.

Può causare carenza di vitamina B

Dato che le carni contengono una quantità notevole del gruppo vitaminico B, con la riduzione del loro consumo possiamo soffrine la carenza. Il problema più grande è creata dalla carenza della vitamina B12, che il nostro organismo riesce ad estrarre solo dagli alimenti di origine animale. La vitamina B12 tra l’altro è indispensabile per la scissione cellulare sana, partecipa nel funzionamento normale del sistema nervoso e del sistema immunitario, inoltre è indispensabile per l’emopoiesi, la sua carenza può causare anemia. È per questo motivo che è importante inserire nella dieta flexitariana delle fonti alternative di ferro, come i cereali della colazione, le verdure dalle foglie verde scuro, come per esempio gli spinaci, i cavoli, e i broccoli. Visto che la vitamina C aumenta l’assorbimento del ferro, è consigliato di inserire nella dieta il consumo di un bicchiere di spremuta fresca di verdura o di frutta al giorno.

 

Fonte:

https://www.bbcgoodfood.com/howto/guide/what-flexitarian-diet

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